Eternity Sculptby Michelessi

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Albero Falda in marmo bianco di Carrara Albero Falda in marmo bianco di Carrara, dettaglio

Eternity Sculpt

Albero Falda in marmo bianco di Carrara

55 EUR

Realizzato in 1-2 settimane

Un albero di Natale in marmo bianco di Carrara alto 11 centimetri: sta nel palmo, pesa quanto non vi aspettate e a gennaio resta dov'è.

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MaterialeMarmo bianco di Carrara
ColoreBianco con vena grigia
Dimensioni (cm)diametro 8 x altezza 11
PersonalizzabileSì, su richiesta
RiferimentoES-NA-101
RealizzazioneA mano in Italia, 1-2 settimane
TiraturaSerie aperta. Ogni esemplare esce da un ritaglio diverso e la vena grigia che attraversa il cono non si ripete su 2 pezzi.
SpedizioneA partire da 15 EUR

Peso, imballo e trasporto

Circa 0,6 kg. Il cono parte coricato in un astuccio foderato, con la vetta rivolta verso il fondo e mai verso il coperchio, che è il lato su cui in viaggio si appoggia il peso di tutto il resto. L'astuccio è curato abbastanza da usarlo anche per il dono. I 15 EUR sono una cifra di partenza: l'importo definitivo dipende da peso, volume e destinazione e vi viene confermato per iscritto nel preventivo.

Come si conserva

Il marmo bianco teme gli acidi molto più dei graffi: niente limone, aceto o vino sulla superficie, e per lo sporco un panno morbido con sapone neutro molto diluito, asciugando subito.

L'opera

Albero Falda in marmo bianco di Carrara

La domanda arriva quasi sempre nella stessa forma: 11 centimetri non sono troppo pochi? Dipende da che cosa arriva in mano. Una decorazione di stagione, a quella misura, resta un pensiero di circostanza e in gennaio finisce in una scatola. Un albero di Natale in marmo bianco di Carrara alto 11 centimetri pesa 0,6 kg, e chi lo prende su dalla mensola si aspetta il peso di un soprammobile e riceve quello di una pietra: fredda, densa, con una temperatura che il palmo riconosce prima dell'occhio. Quel mezzo secondo di scarto fra il peso atteso e il peso vero basta perché l'oggetto smetta di essere piccolo.

Falda nasce dai ritagli. Quando da una lastra escono un centrotavola o un bassorilievo, ai bordi restano porzioni di marmo troppo piccole per una scultura e troppo sane per finire fra i materiali di risulta: le teniamo da parte tutto l'anno, ed è da lì che vengono questi coni. La fresa fa il volume in poche passate, poi si ferma sempre nello stesso punto, la vetta. Sotto i 3 millimetri di spessore il marmo non tiene, e una punta a spillo si sbriciolerebbe al primo urto contro un ripiano: per questo la cima non finisce in un ago ma in un raggio minimo, chiuso a mano con abrasivi finissimi, che sotto il dito si sente tondo.

Il cono ha una proprietà che una sagoma piatta non ha: gira intorno alla luce. La sfumatura dal fianco illuminato a quello in ombra è continua, senza spigoli che la interrompano, e basta ruotare il pezzo di poco perché la vena grigia cambi inclinazione e attraversi la curva in un altro punto. Quella vena è il taglio del blocco reso visibile: in certi esemplari sale diritta come un filo, in altri passa larga e si perde. La finitura è satinata e non lucida a specchio, perché una lucidatura piena su un volume così piccolo lo ridurrebbe a un riflesso e ne cancellerebbe la forma.

In gennaio non deve tornare in nessuna scatola, e lo diciamo perché è la ragione per cui il pezzo è nato. Non c'è niente, qui, che dica dicembre: nessun colore di stagione, nessuna decorazione applicata, nessuna doratura. Resta un cono di marmo appoggiato a una mensola, in fila davanti ai libri, sul piano di una scrivania accanto alla lampada. Chi lo tiene montato tutto l'anno se ne accorge in dicembre, quando per qualche settimana smette di essere un oggetto e torna a essere un albero.

Sotto la base, sul satinato, incidiamo un anno, un nome, 2 iniziali, in un rilievo così leggero che si legge prima col dito che con l'occhio: è la parte che vede soltanto chi solleva il pezzo, ed è quella che dura. Potete chiederlo più alto o più basso di 2 o 3 centimetri, con la base quadrata invece che tonda, oppure in Verde Alpi sulla stessa sagoma. E se fra i ritagli di quel mese non ce n'è uno adatto alla misura che volete, ve lo diciamo e aspettiamo il taglio successivo: è la sola ragione per cui questo pezzo, ogni tanto, prende una settimana in più.

Viaggiamo in tutto il mondo

Ogni opera lascia l'atelier per raggiungere case, ville, alberghi e spazi pubblici in Italia e all'estero. Ci affidiamo a vettori abituati a trasportare opere d'arte e pietra, e studiamo il viaggio insieme a voi: destinazione, accessi, piani, ascensori, permessi. In ogni scheda del catalogo trovate una cifra di partenza per il trasporto; l'importo definitivo dipende da peso, volume e destinazione e viene confermato per iscritto nel preventivo, prima che diate la vostra conferma.

Un esperto al vostro fianco, dalla prima idea

Non esiste un modulo da compilare da soli. Dal primo contatto vi segue il nostro architetto interno, che ascolta l'idea, la misura contro lo spazio reale e la traduce in bozzetti e modelli tridimensionali. È la stessa persona che poi segue la lavorazione, così tra il disegno che approvate e la materia che esce dall'atelier non si perde nulla.

Un'opera che esiste solo per voi

Non vendiamo una collezione da prendere così com'è: le opere che vedete sono punti di partenza, e ogni scultura viene poi disegnata sulla vostra storia — la forma, le dimensioni, il marmo, il colore della resina, la finitura. Il blocco che scegliamo per voi ha venature che non si ripeteranno mai più. Alla consegna l'opera è accompagnata dalla sua scheda tecnica, con materiale, misure e cura consigliata.

Imballo su misura e installazione dove l'opera lo richiede

Il marmo non teme il tempo, teme il viaggio. Per questo ogni pezzo viene protetto e chiuso in una cassa costruita sulle sue misure, con ancoraggi interni pensati per il suo baricentro. Dove l'opera lo richiede — per dimensioni, peso o tipo di fissaggio — possiamo occuparci anche del posizionamento in loco, su preventivo: valutiamo insieme il luogo e vi diciamo in anticipo che cosa serve.

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