Eternity Sculpt
Scultura Respiro in marmo bianco di Carrara
4.800 EUR
Realizzato in 5-6 settimane
Eternity Sculpt — sculture su misura in resina e marmo, da Michelessi dal 1976
C'è una pietra che aspetta da milioni di anni, e c'è una luce che aspetta solo di essere versata. Noi le mettiamo insieme e ne facciamo la vostra opera: una sola, pensata per il vostro spazio, destinata a restare molto più a lungo di noi.
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La materia grezza
Un blocco di marmo arriva in laboratorio come una lettera scritta molto tempo prima di noi. Dentro ha strati depositati per milioni di anni, vene che raccontano acque scomparse, fratture che nessuno ha ancora visto. Prima di accendere qualsiasi macchina lo guardiamo: lo giriamo, lo bagniamo, seguiamo con la mano la direzione delle venature, perché è la pietra a decidere da che parte si lascia aprire. Ogni scultura comincia così, non con un'idea imposta alla materia ma con un ascolto. Poi, e soltanto poi, arriva il primo taglio.
Il blocco appena arrivato dalla cava, ancora intatto, nella luce del mattino.
La resina
La resina arriva liquida, docile, senza forma: è la parte più giovane del nostro mestiere. La coliamo lentamente, strato su strato, e ogni strato porta con sé qualcosa — un pigmento, una polvere di marmo, una foglia d'oro, una trasparenza che lascerà passare la luce come attraverso l'acqua ferma. Poi comincia l'attesa: la resina si chiude su se stessa, indurisce, diventa un blocco di aria solidificata. Quando la togliamo dallo stampo non sappiamo mai fino in fondo cosa troveremo. È l'unico momento in cui, anche dopo cinquant'anni di lavoro, si trattiene il fiato.
Colata di resina pigmentata: ogni strato è una decisione che non si potrà più correggere.
Il gesto e la macchina
La fresa a controllo numerico lavora anche di notte, con una pazienza che nessun braccio umano potrebbe reggere: decimi di millimetro, ore intere, la stessa curva ripetuta finché non è esatta. È la parte facile. Al mattino la scultura è ancora sorda, opaca, ferma a metà strada. Da lì in avanti torna tutto alla mano: la sgorbia, la lima, l'abrasivo, la sensibilità di chi ha imparato a capire dal suono se sotto la superficie la pietra è sana. La macchina dà la precisione. La mano dà quella cosa in più che si chiama vita.
Cinque assi di precisione e cinquant'anni di mestiere, sullo stesso pezzo.
La nostra visione
Da qui in avanti il laboratorio guarda in una direzione sola: meno pezzi, e ognuno più vicino alla persona che lo ha chiesto. Lasciamo volentieri ad altri ciò che si può comprare uguale altrove, e teniamo le nostre giornate per le opere che esistono una volta sola. Non è una posa: è il modo in cui pensiamo di essere ancora qui, e ancora utili, fra 10 anni.
A chi ci affida un'opera promettiamo poche cose, e precise. Vedere prima: bozzetti, modello tridimensionale, campioni di materiale, e la libertà di cambiare proporzioni, finitura e basamento finché siamo ancora sullo schermo. Sapere sempre: tempi e cifre messi per iscritto prima di cominciare, e un avviso da parte nostra quando qualcosa si sposta. E un no detto in tempo, quando un'idea non si può realizzare come merita.
Il marmo entra in laboratorio con milioni di anni alle spalle; la resina è nata ieri e porta la luce dove la pietra la ferma. Da questo incontro viene la frase che abbiamo messo sotto il nostro nome, Born to shine, beyond all time, e non l'abbiamo scelta per far bella figura: è la misura con cui giudichiamo un lavoro. Un'opera va bene se fra 20 anni vale ancora lo spazio che occupa.
Per questo un'opera non finisce quando si chiude la cassa. Vi spieghiamo come si cura il materiale, conserviamo i disegni e le misure della vostra commessa, e restiamo raggiungibili: se un giorno la scultura deve essere spostata, ripresa dopo un urto o rimessa in luce in una casa nuova, il laboratorio da chiamare è ancora questo. Le facciamo perché durino più di noi; è giusto che chi le riceve non resti solo a occuparsene.
Il nostro processo
Tutto comincia con una conversazione, senza fretta e senza impegno. Ci raccontate lo spazio, l'occasione, la persona a cui l'opera è destinata; noi ascoltiamo, facciamo domande, mostriamo materiali e campioni. Da questo primo incontro — in laboratorio, nel vostro ambiente o in videochiamata — escono le tre cose che servono davvero: il materiale giusto, la dimensione giusta e il senso dell'opera.
Il nostro architetto traduce l'idea prima in bozzetti a mano, poi in un modello tridimensionale fotorealistico. Potete girare l'opera sullo schermo, vederla nella luce del vostro ambiente, cambiare proporzioni, finiture, colore e basamento prima che la materia venga toccata. Si procede soltanto quando il modello vi somiglia: sulla forma e sulle misure non ci saranno sorprese. La materia, invece, resta viva: le venature di quel blocco si mostrano davvero solo aprendolo, e su quelle l'ultima parola è sua.
Il progetto approvato diventa percorso utensile per le nostre macchine a controllo numerico, che sgrossano e incidono con precisione al decimo di millimetro. Poi il lavoro torna agli artigiani: sgorbie, lime, abrasivi, occhio e orecchio. Nel marmo seguiamo la direzione della vena; nella resina procediamo per colate successive, rispettando i tempi di presa. Nessuna delle due strade è veloce, ed è giusto così.
La finitura decide come l'opera dialogherà con la luce. Passaggio dopo passaggio la superficie viene levigata, satinata, lucidata a specchio o lasciata grezza dove serve un contrasto. Applichiamo, se previsti, foglia d'oro, pigmenti e inserti metallici. Alla fine ogni pezzo viene controllato, protetto e fotografato in studio: le fotografie vi vengono consegnate, e prima di mostrare l'opera nella nostra raccolta vi chiediamo il consenso.
Costruiamo una cassa su misura e ci occupiamo del trasporto, in Italia e all'estero, con le pratiche necessarie. Dove il progetto lo richiede, arriviamo noi: staffe, basamenti, ancoraggi, orientamento rispetto alle finestre e ai punti luce. Vi lasciamo le poche e semplici indicazioni per la cura del materiale, e restiamo raggiungibili negli anni.
Perché sceglierci
Il laboratorio lavora il marmo dal 1976. Non abbiamo imparato la scultura da un corso: ci siamo arrivati dopo decenni passati a capire come si comporta un blocco quando lo si taglia, lo si lucida, lo si porta su per tre rampe di scale. Quell'esperienza non si vede in fotografia: si vede nel pezzo, dieci anni dopo.
Le opere che trovate qui sono punti di partenza: ogni pezzo viene rifatto sulle vostre misure e ricavato da un blocco le cui venature non si ripetono. Il disegno è seguito dal nostro architetto interno, che vi accompagna dal primo schizzo al modello tridimensionale finale. Potete cambiare tutto finché siamo sullo schermo — proporzioni, materiale, finitura, base — e vedere esattamente cosa riceverete prima che la lavorazione cominci.
Le macchine a controllo numerico ci danno una fedeltà al progetto che a mano libera sarebbe impossibile; la mano dà all'opera ciò che nessun software sa calcolare. Usiamo le due cose nell'ordine giusto, e mai una al posto dell'altra: è la ragione per cui i nostri pezzi risultano esatti senza sembrare fabbricati.
Sulla misura non abbiamo un tetto da rispettare: un oggetto da tavolo e un'opera alta diversi metri escono dallo stesso laboratorio, con le stesse mani. Quando un pezzo supera il blocco disponibile o il passaggio di una porta, lo progettiamo per elementi separati e lo montiamo in opera, perché il disegno resti continuo. I limiti li pongono il viaggio e il luogo di arrivo — il trasporto, l'accesso e la portata del punto di posa — e li verifichiamo con voi prima del preventivo: così sapete in partenza fino a che misura si può salire, e non lo scoprite a lavoro iniziato.