Eternity Sculptby Michelessi

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Scultura Bambino e Aquilone in travertino Scultura Bambino e Aquilone in travertino, dettaglio

Eternity Sculpt

Scultura Bambino e Aquilone in travertino

2.600 EUR

Realizzato in 4-5 settimane

Una scena minima in travertino: un bambino, un filo teso e un aquilone che va immaginato oltre il bordo della pietra.

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MaterialeTravertino
ColoreBeige sabbia con sfumature miele
Dimensioni (cm)L 30 x P 26 x A 54
PersonalizzabileSì, su richiesta
RiferimentoES-SC-104
RealizzazioneA mano in Italia, 4-5 settimane
TiraturaPezzo unico: ogni blocco ha venature che non si ripetono.
SpedizioneA partire da 150 EUR

Peso, imballo e trasporto

Circa 32 kg con il basamento. Cassa di legno su misura, con protezione rinforzata sul braccio teso e sul filo, che sono le parti più esposte. I 150 EUR sono una cifra di partenza: l'importo definitivo dipende da peso, volume e destinazione e vi viene confermato per iscritto nel preventivo.

Come si conserva

Il travertino ha i pori aperti e assorbe: spolveratelo con un pennello morbido, tamponate subito olio, vino e caffè senza strofinare, non usate acidi. Se lo tenete al riparo dal gelo e dalla pioggia battente non serve altro.

L'opera

Scultura Bambino e Aquilone in travertino

Il travertino è una pietra fatta di tempo. Si forma dove una sorgente calda risale in superficie e depone carbonato per secoli, strato sopra strato, imprigionando le bolle dell'aria che sale con l'acqua: i pori che vedete non sono un accidente della lavorazione, sono quelle bolle. Questa scultura racconta il contrario del proprio materiale, cioè un secondo: la testa alzata, il braccio teso, il filo che tira. Fra la pietra lentissima e l'istante sta tutto il pezzo.

Prima del taglio si decide da che parte aprire il blocco. Assecondando gli strati il travertino mostra nuvole morbide, di traverso righe parallele. Qui abbiamo voluto le nuvole, perché una geometria regolare alle spalle di un bambino lo irrigidisce. Il blocco scelto ha il colore della sabbia asciutta, con fasce di miele nelle parti più antiche. La finitura è satinata e i pori restano aperti: chiuderli a stucco, come si fa per i pavimenti, darebbe una superficie più comoda da pulire e molto più muta, mentre così ogni cavità trattiene un'ombra. Il travertino non si rovina con le mani, ed è bene, perché una scultura come questa in casa verrà toccata.

Il filo è il punto in cui il soggetto fa i conti con il materiale. Un filamento libero, nel travertino, si spezzerebbe il giorno stesso: quello che vedete è un rilievo sottile che si assottiglia salendo, resta unito al fondo per quasi tutta la corsa e se ne stacca solo negli ultimi centimetri, dove la pietra è più compatta. La macchina a controllo numerico sgrossa la massa e da quella zona si tiene lontana; viso, mani, tensione del braccio e ultimo tratto del filo si lavorano con sgorbie piccole e lime sottili, togliendo pochissimo per volta, perché lì un errore non si corregge e si ricomincia dal blocco.

Sopra la scultura c'è l'aquilone, e non è scolpito. Il filo sale, arriva al bordo della pietra e finisce; il resto lo fa l'aria, che è parte dell'opera e quindi va lasciata libera. In pratica: non va infilato nel vano di una libreria né sotto un pensile, e chiede almeno mezzo metro di vuoto sopra la testa. Un mobile basso, una mensola in un vano scala, la stanza di chi sta crescendo: lì i cinquantaquattro centimetri trovano il loro spazio. All'aperto può stare soltanto al riparo: i pori assorbono acqua, e l'acqua che gela dentro la pietra la sfoglia in pochi inverni. Sotto un portico, negli anni, il colore si scurisce: un cambiamento che si può soltanto aspettare.

Finché la pietra è intatta si cambia quasi tutto: l'età e la statura del bambino, l'angolo del braccio, una seconda figura accanto alla prima, un basamento più largo, una data e un nome incisi sotto la base, dove li trova chi la solleva. Se non volete lasciare l'aquilone soltanto immaginato, non lo appendiamo al filo: quel tratto di pietra regge se stesso e nient'altro, e caricarlo significherebbe romperlo. Lo realizziamo separato, in resina traslucida colorata, da fissare alla parete alle spalle della scultura, nella direzione del filo: consegniamo la dima e il disegno dei fissaggi, e il montaggio lo esegue un vostro tecnico.

Viaggiamo in tutto il mondo

Ogni opera lascia l'atelier per raggiungere case, ville, alberghi e spazi pubblici in Italia e all'estero. Ci affidiamo a vettori abituati a trasportare opere d'arte e pietra, e studiamo il viaggio insieme a voi: destinazione, accessi, piani, ascensori, permessi. In ogni scheda del catalogo trovate una cifra di partenza per il trasporto; l'importo definitivo dipende da peso, volume e destinazione e viene confermato per iscritto nel preventivo, prima che diate la vostra conferma.

Un esperto al vostro fianco, dalla prima idea

Non esiste un modulo da compilare da soli. Dal primo contatto vi segue il nostro architetto interno, che ascolta l'idea, la misura contro lo spazio reale e la traduce in bozzetti e modelli tridimensionali. È la stessa persona che poi segue la lavorazione, così tra il disegno che approvate e la materia che esce dall'atelier non si perde nulla.

Un'opera che esiste solo per voi

Non vendiamo una collezione da prendere così com'è: le opere che vedete sono punti di partenza, e ogni scultura viene poi disegnata sulla vostra storia — la forma, le dimensioni, il marmo, il colore della resina, la finitura. Il blocco che scegliamo per voi ha venature che non si ripeteranno mai più. Alla consegna l'opera è accompagnata dalla sua scheda tecnica, con materiale, misure e cura consigliata.

Imballo su misura e installazione dove l'opera lo richiede

Il marmo non teme il tempo, teme il viaggio. Per questo ogni pezzo viene protetto e chiuso in una cassa costruita sulle sue misure, con ancoraggi interni pensati per il suo baricentro. Dove l'opera lo richiede — per dimensioni, peso o tipo di fissaggio — possiamo occuparci anche del posizionamento in loco, su preventivo: valutiamo insieme il luogo e vi diciamo in anticipo che cosa serve.

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