Eternity Sculptby Michelessi

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Scultura Respiro in marmo bianco di Carrara Scultura Respiro in marmo bianco di Carrara, dettaglio

Eternity Sculpt

Scultura Respiro in marmo bianco di Carrara

4.800 EUR

Realizzato in 5-6 settimane

Un torso che emerge dal blocco e non si libera mai del tutto: statuario delle Apuane, levigato contro grezzo, la vena come aria trattenuta.

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MaterialeMarmo bianco di Carrara
ColoreBianco statuario con venature grigio perla
Dimensioni (cm)L 24 x P 22 x A 58
PersonalizzabileSì, su richiesta
RiferimentoES-SC-101
RealizzazioneA mano in Italia, 5-6 settimane
TiraturaPezzo unico: ogni blocco ha venature che non si ripetono.
SpedizioneA partire da 180 EUR

Peso, imballo e trasporto

Circa 35 kg con il basamento, imballata in cassa di legno costruita su misura. I 180 EUR sono una cifra di partenza: l'importo definitivo dipende da peso, volume e destinazione e vi viene confermato per iscritto nel preventivo.

Come si conserva

Il marmo statuario è poroso e sensibile agli acidi: spolveratelo con un panno morbido asciutto, evitate aceto, limone e detergenti anticalcare, e tamponate subito una macchia di vino o di olio senza strofinarla.

L'opera

Scultura Respiro in marmo bianco di Carrara

Il blocco da cui nasce Respiro arriva dalle Apuane, dove il bianco statuario si è depositato in strati che nessuno aveva mai visto asciutti prima del taglio. Lo scegliamo bagnato, perché soltanto l'acqua rivela dove corre la vena grigio perla e dove invece la pietra è muta. In questo blocco la vena attraversa il bianco in diagonale, larga quanto un dito, e sale verso l'alto: è stata lei a decidere l'orientamento della figura, non il contrario. Con un altro blocco sarebbe uscita un'altra scultura, e non è un modo di dire.

La fresa a controllo numerico sgrossa la massa nell'arco di due notti, poi si ferma. Quello che resta sul banco al mattino è un torso sordo, esatto nelle proporzioni e ancora privo di vita: da lì comincia il lavoro vero, fatto di subbia, scalpello, raspa e ore passate a togliere pochi decimi alla volta. La figura non viene liberata del tutto. Il petto emerge, le clavicole affiorano, le spalle restano dentro la pietra grezza, e il punto esatto in cui la forma si arrende alla materia si decide a mano, guardando il pezzo da lontano e tornandoci sopra il giorno dopo.

Le due superfici sono trattate come se fossero due materiali diversi. L'anatomia riceve una levigatura fine, portata fino a un satinato caldo che trattiene l'impronta della mano; il grezzo intorno conserva il segno della subbia, poroso, capace di assorbire la luce invece di restituirla. Al mattino, con il sole basso, il torso si accende e tutto il resto sprofonda: sembra che la figura stia uscendo proprio in quel momento. A mezzogiorno la differenza si attenua e il blocco torna compatto, quasi chiuso. La sera, sotto una luce radente, la vena grigia riappare come una corrente d'aria trattenuta, ed è l'istante in cui il titolo dell'opera si spiega da solo.

Cinquantotto centimetri sono una misura che non domina una stanza, la riorganizza. Respiro sta bene su una mensola di pietra all'ingresso, dentro una nicchia illuminata dall'alto, all'estremità di una libreria dove lo sguardo la incontri ogni giorno senza doverla cercare. Chiede una parete di fondo scura o neutra e almeno una sorgente laterale: in controluce davanti a una finestra perde la venatura e si appiattisce, ed è la sistemazione che conviene evitare. Il basamento, ricavato dallo stesso blocco, la tiene sollevata di quattro centimetri dal piano.

Potete farla vostra prima che una lama tocchi il marmo. Il nostro architetto lavora sul modello tridimensionale finché le proporzioni non vi somigliano: si può portare la figura fino a ottanta centimetri, accentuare la rotazione del busto, spostare il confine fra levigato e grezzo, chiedere un Calacatta al posto dello statuario, far incidere una data sul retro del basamento. Se preferite, partiamo da una vostra fotografia o da un ricordo raccontato a voce: da cinquant'anni facciamo questo, e Respiro è nata esattamente così.

Viaggiamo in tutto il mondo

Ogni opera lascia l'atelier per raggiungere case, ville, alberghi e spazi pubblici in Italia e all'estero. Ci affidiamo a vettori abituati a trasportare opere d'arte e pietra, e studiamo il viaggio insieme a voi: destinazione, accessi, piani, ascensori, permessi. In ogni scheda del catalogo trovate una cifra di partenza per il trasporto; l'importo definitivo dipende da peso, volume e destinazione e viene confermato per iscritto nel preventivo, prima che diate la vostra conferma.

Un esperto al vostro fianco, dalla prima idea

Non esiste un modulo da compilare da soli. Dal primo contatto vi segue il nostro architetto interno, che ascolta l'idea, la misura contro lo spazio reale e la traduce in bozzetti e modelli tridimensionali. È la stessa persona che poi segue la lavorazione, così tra il disegno che approvate e la materia che esce dall'atelier non si perde nulla.

Un'opera che esiste solo per voi

Non vendiamo una collezione da prendere così com'è: le opere che vedete sono punti di partenza, e ogni scultura viene poi disegnata sulla vostra storia — la forma, le dimensioni, il marmo, il colore della resina, la finitura. Il blocco che scegliamo per voi ha venature che non si ripeteranno mai più. Alla consegna l'opera è accompagnata dalla sua scheda tecnica, con materiale, misure e cura consigliata.

Imballo su misura e installazione dove l'opera lo richiede

Il marmo non teme il tempo, teme il viaggio. Per questo ogni pezzo viene protetto e chiuso in una cassa costruita sulle sue misure, con ancoraggi interni pensati per il suo baricentro. Dove l'opera lo richiede — per dimensioni, peso o tipo di fissaggio — possiamo occuparci anche del posizionamento in loco, su preventivo: valutiamo insieme il luogo e vi diciamo in anticipo che cosa serve.

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