Eternity Sculptby Michelessi

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Fermalibri Colonne d'Ombra in marmo Nero Marquina Fermalibri Colonne d'Ombra in marmo Nero Marquina, dettaglio

Eternity Sculpt

Fermalibri Colonne d'Ombra in marmo Nero Marquina

420 EUR

Realizzato in 2-3 settimane

Due colonne ricavate affiancate dallo stesso blocco di Marquina, perché le vene si rispondano da un capo all'altro dello scaffale.

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MaterialeMarmo Nero Marquina
ColoreNero con venature bianche
Dimensioni (cm)L 12 x P 10 x A 18
PersonalizzabileSì, su richiesta
RiferimentoES-OD-101
RealizzazioneA mano in Italia, 2-3 settimane
TiraturaCoppia unica: le due colonne nascono affiancate dallo stesso blocco e nessun'altra coppia avrà le stesse vene.
SpedizioneA partire da 35 EUR

Peso, imballo e trasporto

Circa 5 kg a colonna, 10 kg la coppia: i due pezzi viaggiano separati, ciascuno nel proprio guscio di schiuma sagomato, dentro una scatola a doppia onda con gli spigoli rinforzati. I 35 EUR sono una cifra di partenza: l'importo definitivo dipende da peso, volume e destinazione, e ve lo confermiamo per iscritto nel preventivo.

Come si conserva

Il nero lucidato mostra polvere e impronte: basta un panno morbido asciutto. Evitate acidi e anticalcare, che opacizzano il marmo in modo permanente, e tenete sempre il feltro sotto la base.

L'opera

Fermalibri Colonne d'Ombra in marmo Nero Marquina

Un fermalibri ha due sole risorse: il peso e l'attrito. Quando una delle due non basta, la fila di volumi lo spinge di lato un millimetro alla volta e a un certo punto cede, di solito quando non c'è nessuno a guardare. Colonne d'Ombra risponde per massa: circa cinque chili a pezzo, dieci la coppia, una base di dodici centimetri per dieci e un baricentro tenuto volutamente basso. Non c'è la lama metallica da infilare sotto i libri. Sta dov'è perché pesa, e la fila se ne accorge subito.

Le due colonne non sono due oggetti identici: sono due metà della stessa cosa. Le ricaviamo affiancate, dalla medesima lastra e nello stesso verso, perché il segno bianco che attraversa la prima riprenda sulla seconda a mezzo metro di distanza, con la coerenza di un discorso ripreso dopo una pausa. Il disegno, per il resto, è quasi nulla: due prismi e un piano obliquo che chiude la sommità. Proprio per questo non concede errori. Se l'inclinazione non è la stessa sui due pezzi l'occhio se ne accorge prima di capire perché, e per controllarla li appoggiamo schiena contro schiena sul banco e guardiamo il profilo controluce.

Le due facce fanno mestieri opposti. Quella interna, che sta contro i libri, resta come l'ha lasciata la sega: ruvida, opaca, con la traccia del taglio in vista. Non è una dimenticanza, è la superficie che lavora, e una faccia lucida sotto la spinta di dieci volumi scivolerebbe. Quella esterna riceve il trattamento contrario: cinque lucidature successive, una al giorno, con tamponi sempre bagnati e abrasivi via via più fini. Un piano dritto perdona meno di una forma curva, perché qualunque ondulazione si denuncia al primo riflesso, e per toglierla si torna indietro di un passaggio e si ricomincia.

A libreria montata il nero lucido non si comporta come uno specchio. Restituisce i dorsi appena accennati, senza contorno e senza colore, e il quadro cambia ogni volta che togliete un volume; con una lampada da lettura vicina il fondo si fa profondo, con una luce calda a soffitto vira appena al bruno. È però una pietra esigente, tenera e scura, pronta a registrare graffi e impronte. Se preferite non pensarci ci fermiamo al satinato, che non riflette e non trattiene i segni delle dita. Sotto la base, in ogni caso, un feltro tagliato a misura protegge il ripiano; e se un giorno la libreria cambia, le due colonne funzionano anche separate, come fermaporta o come contrappeso su una pila di carte.

Su richiesta incidiamo sul fianco esterno poche lettere: due iniziali, un anno, il titolo che conta. L'incisione resta a filo e potete sceglierla riempita a mano con foglia d'oro oppure lasciata nel nero della pietra, e in quel caso si legge soltanto quando la luce la prende di lato. Possiamo cambiare l'altezza, invertire il verso del taglio obliquo perché le sommità convergano invece di divergere, realizzare la coppia in Calacatta, in travertino o in Emperador. Ogni variante sposta di poco i tempi e viene messa per iscritto prima che la lastra venga toccata.

Viaggiamo in tutto il mondo

Ogni opera lascia l'atelier per raggiungere case, ville, alberghi e spazi pubblici in Italia e all'estero. Ci affidiamo a vettori abituati a trasportare opere d'arte e pietra, e studiamo il viaggio insieme a voi: destinazione, accessi, piani, ascensori, permessi. In ogni scheda del catalogo trovate una cifra di partenza per il trasporto; l'importo definitivo dipende da peso, volume e destinazione e viene confermato per iscritto nel preventivo, prima che diate la vostra conferma.

Un esperto al vostro fianco, dalla prima idea

Non esiste un modulo da compilare da soli. Dal primo contatto vi segue il nostro architetto interno, che ascolta l'idea, la misura contro lo spazio reale e la traduce in bozzetti e modelli tridimensionali. È la stessa persona che poi segue la lavorazione, così tra il disegno che approvate e la materia che esce dall'atelier non si perde nulla.

Un'opera che esiste solo per voi

Non vendiamo una collezione da prendere così com'è: le opere che vedete sono punti di partenza, e ogni scultura viene poi disegnata sulla vostra storia — la forma, le dimensioni, il marmo, il colore della resina, la finitura. Il blocco che scegliamo per voi ha venature che non si ripeteranno mai più. Alla consegna l'opera è accompagnata dalla sua scheda tecnica, con materiale, misure e cura consigliata.

Imballo su misura e installazione dove l'opera lo richiede

Il marmo non teme il tempo, teme il viaggio. Per questo ogni pezzo viene protetto e chiuso in una cassa costruita sulle sue misure, con ancoraggi interni pensati per il suo baricentro. Dove l'opera lo richiede — per dimensioni, peso o tipo di fissaggio — possiamo occuparci anche del posizionamento in loco, su preventivo: valutiamo insieme il luogo e vi diciamo in anticipo che cosa serve.

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