Eternity Sculpt
Centrotavola Anfiteatro in marmo bianco di Carrara
1.150 EUR
Realizzato in 3-4 settimane
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Eternity Sculpt
890 EUR
Realizzato in 3-4 settimane
Il prezzo vale per le misure e il materiale indicati. Ogni opera nasce su ordinazione: misura, marmo e finitura si scelgono insieme prima di tagliare.
Una lastra ovale di Emperador con uno scavo senza spigoli: basso, silenzioso, sta sotto una conversazione senza interromperla.
Richiedi quest'opera Richiedi maggiori informazioni| Materiale | Marmo Emperador |
|---|---|
| Colore | Bruno caldo con vene chiare |
| Dimensioni (cm) | L 52 x P 24 x A 7 |
| Personalizzabile | Sì, su richiesta |
| Riferimento | ES-OD-106 |
| Realizzazione | A mano in Italia, 3-4 settimane |
| Tiratura | Pezzo unico: ogni blocco ha venature che non si ripetono. |
| Spedizione | A partire da 60 EUR |
Circa 18 kg. Cassa di legno costruita sulle sue misure, con gli ancoraggi calcolati sul baricentro, perché una lastra lunga va sostenuta anche agli sbalzi. I 60 EUR sono una cifra di partenza: l'importo definitivo dipende da peso, volume e destinazione e vi viene confermato per iscritto nel preventivo.
La finitura satinata teme le macchie più dei graffi: panno morbido e detergente a pH neutro, evitate olio, aceto e limone, asciugate subito i cerchi d'acqua e rinnovate ogni tanto un trattamento protettivo per pietre naturali.
L'opera
Su un tavolo apparecchiato l'altezza è la misura che decide tutto. Radura ne ha sette, di centimetri, ed è una quota scelta guardando le persone sedute: oltre i dieci un oggetto lungo comincia a mettersi fra due sguardi, e chi sta di fronte deve scansarlo con la testa per parlare. La profondità, ventiquattro centimetri, segue la stessa logica: su un piano da novanta restano liberi i posti a destra e a sinistra senza spostare niente. Il profilo è ovale e senza angoli, perché in mezzo a una tavola gli spigoli sono la prima cosa che si urta.
Lo scavo non è un gradino, è una depressione continua. La ricava una fresa a testa sferica che percorre la superficie avanti e indietro per passate strettissime, e che comunque lascia una traccia microscopica. Quella traccia si toglie a mano, carteggiando in progressione, e il collaudo si fa a occhi chiusi: si passa il palmo lentamente dal piano alla cavità, e finché si sente il punto in cui l'uno diventa l'altra il lavoro non è finito. L'occhio perdona, la mano no.
Le lastre le scegliamo con le vene chiare che corrono nel senso della lunghezza: in cinquantadue centimetri quel movimento accompagna lo sguardo da un capo all'altro invece di tagliare il pezzo in due. Qua e là compaiono noduli più pallidi e piccoli fossili, che sono la firma del sedimento e non un difetto da coprire. Dentro la conca il bruno si scurisce di un tono, perché una concavità raccoglie ombra: è il punto più profondo della superficie, ed è da quell'apertura in mezzo al pieno che viene il nome.
Vuota è una lastra scolpita e tiene la scena su una consolle. Piena cambia mestiere: tre pere, una manciata di noci, un ramo secco raccolto in autunno, con la conca che li raduna senza bisogno di un bordo. Un avvertimento vale più di un consiglio: niente fiori recisi con l'acqua a contatto della pietra, e i cerchi lasciati da un bicchiere freddo vanno asciugati subito, perché su un marmo scuro le tracce di acqua evaporata si vedono molto più che su un bianco. Pesa circa diciotto chili e appoggia su quattro feltri incollati a mano: si sposta in due mani, e di solito lo si sposta una volta sola.
Le misure sono la prima cosa che cambiamo: la lunghezza arriva a ottanta centimetri quando la lastra lo consente, e lo scavo può passare da un accenno a una vera conca. La superficie si può spazzolare, per restituire alla mano un tatto più ruvido, e sotto incidiamo una data o una firma. Lo eseguiamo anche in coppia, due pezzi gemelli per un tavolo da dodici persone. Su un tavolo tondo, invece, questo pezzo non funziona: un ovale da cinquantadue centimetri appoggiato su un piano da centoventi occupa il centro e lascia agli ospiti soltanto il bordo. In quel caso vi indirizziamo su una forma circolare, che segue la tavola invece di attraversarla.
Ogni opera lascia l'atelier per raggiungere case, ville, alberghi e spazi pubblici in Italia e all'estero. Ci affidiamo a vettori abituati a trasportare opere d'arte e pietra, e studiamo il viaggio insieme a voi: destinazione, accessi, piani, ascensori, permessi. In ogni scheda del catalogo trovate una cifra di partenza per il trasporto; l'importo definitivo dipende da peso, volume e destinazione e viene confermato per iscritto nel preventivo, prima che diate la vostra conferma.
Non esiste un modulo da compilare da soli. Dal primo contatto vi segue il nostro architetto interno, che ascolta l'idea, la misura contro lo spazio reale e la traduce in bozzetti e modelli tridimensionali. È la stessa persona che poi segue la lavorazione, così tra il disegno che approvate e la materia che esce dall'atelier non si perde nulla.
Non vendiamo una collezione da prendere così com'è: le opere che vedete sono punti di partenza, e ogni scultura viene poi disegnata sulla vostra storia — la forma, le dimensioni, il marmo, il colore della resina, la finitura. Il blocco che scegliamo per voi ha venature che non si ripeteranno mai più. Alla consegna l'opera è accompagnata dalla sua scheda tecnica, con materiale, misure e cura consigliata.
Il marmo non teme il tempo, teme il viaggio. Per questo ogni pezzo viene protetto e chiuso in una cassa costruita sulle sue misure, con ancoraggi interni pensati per il suo baricentro. Dove l'opera lo richiede — per dimensioni, peso o tipo di fissaggio — possiamo occuparci anche del posizionamento in loco, su preventivo: valutiamo insieme il luogo e vi diciamo in anticipo che cosa serve.
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