Eternity Sculptby Michelessi

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Lampada da tavolo Brace in onice miele

Eternity Sculpt

Lampada da tavolo Brace in onice miele

980 EUR

Realizzato in 4-5 settimane

Quattro pannelli di onice miele portati a 7 millimetri e chiusi a spigolo vivo: accesa, i vertici diventano il punto più luminoso.

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MaterialeOnice miele e marmo Nero Marquina
ColoreAmbra miele translucido con vene bianche e ruggine, base nera
Dimensioni (cm)L 18 x P 18 x A 38
PersonalizzabileSì, su richiesta
RiferimentoES-IL-101
RealizzazioneA mano in Italia, 4-5 settimane
TiraturaPezzo unico: i quattro pannelli escono da una sola lastra e quel disegno, in controluce, non si ripete.
SpedizioneA partire da 45 EUR

Peso, imballo e trasporto

Circa 7,2 kg: 4,6 kg i quattro pannelli di onice e 2,6 kg la base di Nero Marquina. Pannelli e base viaggiano montati, dentro un guscio di schiuma sagomato sui quattro vertici, che sono la parte più esposta, in scatola doppia. I 45 EUR sono una cifra di partenza: l'importo definitivo dipende da peso, volume e destinazione e vi viene confermato per iscritto nel preventivo.

Come si conserva

Spolverate a lampada spenta e fredda, con un panno morbido asciutto. Sui giunti a spigolo non usate alcol né solventi, che aggrediscono la resina trasparente prima ancora della pietra, e sull'onice mai prodotti contro il calcare, che lo opacizzano in modo permanente.

L'opera

Lampada da tavolo Brace in onice miele

Chi vede una lampada in onice accesa fa quasi sempre la stessa domanda: se la pietra si scalda. Il calore, qui, non è una questione di quanti gradi ma di dove va a finire. L'onice è carbonato di calcio e i suoi cristalli si dilatano in misura diversa a seconda del verso: una parete di 7 millimetri scaldata da un punto solo lavora contro se stessa. E prima ancora della pietra soffre l'unica parte non minerale della lampada, la resina trasparente che unisce i quattro pannelli a spigolo: vicino a una sorgente calda, con gli anni, ingiallisce, e da acceso il giunto si legge come una riga scura lungo il vertice.

Per questo dentro Brace non entra nessuna sorgente a incandescenza, e quella a diodi che entra non tocca la pietra. Un diodo si chiama sorgente fredda perché in avanti manda luce e quasi niente calore raggiante, ma il calore lo produce eccome, alla giunzione, e va portato via da dietro: la barra sta su un profilo di alluminio che fa da dissipatore, a 3 centimetri dai pannelli e rivolta verso il basso, contro la base. L'onice riceve luce di rimbalzo, non si trova addosso la riga della sorgente e non ha un punto caldo. Dopo un'ora di accensione, con una mano appoggiata sopra, la lampada è appena tiepida.

Lo spessore è l'altra metà della questione. Una lastra di onice miele da 2 centimetri, messa davanti a una luce, si accende: è lo spessore con cui si fanno di solito i pannelli retroilluminati. Quello che a 2 centimetri non si vede è il disegno, perché la pietra diffonde la luce e le vene si impastano in una nuvola sola. Sotto il centimetro il disegno torna, e a 7 millimetri si legge per intero, con le vene che passano dal marrone al rosso mattone. Quei 7 millimetri si raggiungono in più passate leggere, con acqua abbondante e la lastra trattenuta sotto vuoto: se si solleva di un decimo mentre l'utensile la percorre, si incrina in fondo alla corsa.

Gli spigoli sono tagliati a 45 gradi e chiusi a filo, senza profili metallici a coprire il giunto: quattro tagli inclinati su una lastra di 7 millimetri, quattro riprese a mano per togliere il taglio vivo, un montaggio in dima che li tiene in squadra finché la resina non ha preso. Da spento è un prisma di pietra chiara con quattro linee sottili sui vertici; da acceso i vertici sono la parte più luminosa, perché lì lo spessore che la luce attraversa è il minimo di tutto il pezzo.

La base in Nero Marquina è alta 3 centimetri: tiene ferma una lampada che in tutto pesa poco più di 7 kg e fa da fondo scuro, così che il miele dell'onice si stacchi invece di sfumare nel piano. Da lontano è un blocco di brace, da vicino si legge il disegno delle vene, che in questo esemplare scendono in diagonale. Potete passare all'onice bianco o verde, portare l'altezza a 48 centimetri, che sono 1.240 EUR, e chiedere la base in bianco di Carrara.

Viaggiamo in tutto il mondo

Ogni opera lascia l'atelier per raggiungere case, ville, alberghi e spazi pubblici in Italia e all'estero. Ci affidiamo a vettori abituati a trasportare opere d'arte e pietra, e studiamo il viaggio insieme a voi: destinazione, accessi, piani, ascensori, permessi. In ogni scheda del catalogo trovate una cifra di partenza per il trasporto; l'importo definitivo dipende da peso, volume e destinazione e viene confermato per iscritto nel preventivo, prima che diate la vostra conferma.

Un esperto al vostro fianco, dalla prima idea

Non esiste un modulo da compilare da soli. Dal primo contatto vi segue il nostro architetto interno, che ascolta l'idea, la misura contro lo spazio reale e la traduce in bozzetti e modelli tridimensionali. È la stessa persona che poi segue la lavorazione, così tra il disegno che approvate e la materia che esce dall'atelier non si perde nulla.

Un'opera che esiste solo per voi

Non vendiamo una collezione da prendere così com'è: le opere che vedete sono punti di partenza, e ogni scultura viene poi disegnata sulla vostra storia — la forma, le dimensioni, il marmo, il colore della resina, la finitura. Il blocco che scegliamo per voi ha venature che non si ripeteranno mai più. Alla consegna l'opera è accompagnata dalla sua scheda tecnica, con materiale, misure e cura consigliata.

Imballo su misura e installazione dove l'opera lo richiede

Il marmo non teme il tempo, teme il viaggio. Per questo ogni pezzo viene protetto e chiuso in una cassa costruita sulle sue misure, con ancoraggi interni pensati per il suo baricentro. Dove l'opera lo richiede — per dimensioni, peso o tipo di fissaggio — possiamo occuparci anche del posizionamento in loco, su preventivo: valutiamo insieme il luogo e vi diciamo in anticipo che cosa serve.

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