Eternity Sculptby Michelessi

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Svuotatasche Mezzanotte in marmo Nero Marquina Svuotatasche Mezzanotte in marmo Nero Marquina, dettaglio
SCELTA DELL’ATELIER

Eternity Sculpt

Svuotatasche Mezzanotte in marmo Nero Marquina

130 EUR

Realizzato in 1-2 settimane

Nero Marquina, fondo levigato e bordo a specchio: due neri diversi sulla stessa pietra, e le chiavi non lo rigano.

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MaterialeMarmo Nero Marquina
ColoreNero con vene bianche
Dimensioni (cm)diametro 16 x spessore 3
PersonalizzabileSì, su richiesta
RiferimentoES-OD-114
RealizzazioneA mano in Italia, 1-2 settimane
TiraturaPezzo unico nella vena: ogni disco esce da un punto diverso della lastra e la posizione delle vene bianche non si ripete.
SpedizioneA partire da 15 EUR

Peso, imballo e trasporto

Circa 1,1 kg, in astuccio rigido con alloggiamento sagomato e un foglio morbido sul bordo lucidato, che è la parte che si segna per prima. I 15 EUR sono una cifra di partenza: l'importo definitivo dipende da peso, volume e destinazione e vi viene confermato per iscritto nel preventivo.

Come si conserva

Il Nero Marquina si pulisce con un panno morbido e acqua appena saponata, e va sempre asciugato: sul nero le gocce lasciate evaporare da sole formano aloni chiari, e i detergenti acidi opacizzano la lucidatura del bordo in modo che a casa non si recupera.

L'opera

Svuotatasche Mezzanotte in marmo Nero Marquina

I primi esemplari li abbiamo fatti con il fondo lucidato a specchio, perché su un marmo nero lo specchio è la cosa che colpisce per prima quando lo vedete. Uno l'abbiamo tenuto qui, sul banco all'ingresso del laboratorio, e ci abbiamo buttato dentro le chiavi ogni sera per un mese. Di fronte sembrava intatto; bastava girarlo verso la finestra e la luce di taglio tirava fuori una ragnatela di righe sottilissime. Il Nero Marquina è compatto, ma un anello portachiavi d'acciaio è più duro di lui. Da quel mese in poi Mezzanotte esce con il fondo levigato e il bordo lucidato a specchio: due finiture sulla stessa pietra, decise dall'uso e non dall'effetto.

La differenza fra levigato e lucido non è una questione di gusto. Il levigato si ferma a una grana intermedia: la superficie resta piana e vellutata al tatto, ma non restituisce immagini, e un graffio non ha nulla su cui stagliarsi. Il lucido nasce dalle grane finissime e si comporta come uno specchio, quindi mostra tutto, il riflesso della lampada e anche il segno di ieri. C'è poi un effetto che all'inizio non avevamo previsto: le due finiture danno due neri diversi. Il fondo levigato legge grigio piombo, il bordo lucido è nero pieno, e l'anello scuro attorno alla vasca fa sembrare l'incavo più profondo di quanto sia.

Il Nero Marquina porta vene bianche nette, ed è per quelle che lo si sceglie. In un tondo di sedici centimetri, però, una vena che attraversa il fondo della vasca somiglia troppo a una crepa: chiunque prenda in mano il pezzo ci passa sopra il dito per controllare. Per questo tagliamo il disco in modo che le vene principali stiano sull'anello del bordo e sul fianco, dove si leggono per quello che sono, e il fondo resti scuro e quieto.

Sedici centimetri sono la misura di un mazzo di chiavi, un orologio, due anelli e le monete della giornata, e non un centimetro di più: uno svuotatasche in marmo nero che accetta tutto diventa un cassetto aperto. Il fondo levigato ha un altro pregio pratico, che si scopre usandolo: le chiavi lanciate dentro non pattinano fino al bordo come farebbero su una superficie a specchio, si fermano dove cadono. Sotto, tre feltri disposti a triangolo.

Sul bordo lucido incidiamo due iniziali o una data, e sul nero l'incisione appare chiara, quasi grigio perla, perché il taglio scopre la pietra sotto la lucidatura: è il modo più discreto che conosciamo per mettere un nome su un oggetto senza scriverlo sopra. Possiamo portarlo a venti o a ventiquattro centimetri, farne una coppia da comodino, oppure ripetere la stessa forma in una pietra chiara. In quel caso, però, il gioco fra i due neri si perde, e vale la pena dirlo prima e non dopo.

Viaggiamo in tutto il mondo

Ogni opera lascia l'atelier per raggiungere case, ville, alberghi e spazi pubblici in Italia e all'estero. Ci affidiamo a vettori abituati a trasportare opere d'arte e pietra, e studiamo il viaggio insieme a voi: destinazione, accessi, piani, ascensori, permessi. In ogni scheda del catalogo trovate una cifra di partenza per il trasporto; l'importo definitivo dipende da peso, volume e destinazione e viene confermato per iscritto nel preventivo, prima che diate la vostra conferma.

Un esperto al vostro fianco, dalla prima idea

Non esiste un modulo da compilare da soli. Dal primo contatto vi segue il nostro architetto interno, che ascolta l'idea, la misura contro lo spazio reale e la traduce in bozzetti e modelli tridimensionali. È la stessa persona che poi segue la lavorazione, così tra il disegno che approvate e la materia che esce dall'atelier non si perde nulla.

Un'opera che esiste solo per voi

Non vendiamo una collezione da prendere così com'è: le opere che vedete sono punti di partenza, e ogni scultura viene poi disegnata sulla vostra storia — la forma, le dimensioni, il marmo, il colore della resina, la finitura. Il blocco che scegliamo per voi ha venature che non si ripeteranno mai più. Alla consegna l'opera è accompagnata dalla sua scheda tecnica, con materiale, misure e cura consigliata.

Imballo su misura e installazione dove l'opera lo richiede

Il marmo non teme il tempo, teme il viaggio. Per questo ogni pezzo viene protetto e chiuso in una cassa costruita sulle sue misure, con ancoraggi interni pensati per il suo baricentro. Dove l'opera lo richiede — per dimensioni, peso o tipo di fissaggio — possiamo occuparci anche del posizionamento in loco, su preventivo: valutiamo insieme il luogo e vi diciamo in anticipo che cosa serve.

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