Eternity Sculpt
Vaso Stelo in marmo bianco di Carrara
380 EUR
Realizzato in 2-3 settimane
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Eternity Sculpt
340 EUR
Realizzato in 2-3 settimane
Il prezzo vale per le misure e il materiale indicati. Ogni opera nasce su ordinazione: misura, marmo e finitura si scelgono insieme prima di tagliare.
Costruito sulla misura vera dei vasi da vivaio: dentro entra un vaso di plastica fino a 21 centimetri di diametro, senza forzare.
Richiedi quest'opera Richiedi maggiori informazioni| Materiale | Travertino |
|---|---|
| Colore | Beige sabbia con fasce miele |
| Dimensioni (cm) | diametro 26 x A 24, luce interna diametro 22 |
| Personalizzabile | Sì, su richiesta |
| Riferimento | ES-VA-105 |
| Realizzazione | A mano in Italia, 2-3 settimane |
| Tiratura | Pezzo unico nella trama: pori e strati cambiano da lastra a lastra. |
| Spedizione | A partire da 45 EUR |
Circa 11 chili. Sagome di schiuma sopra e sotto dentro cassa di legno leggera, con il bordo superiore protetto per tutta la circonferenza. I 45 EUR sono una cifra di partenza: l'importo definitivo dipende da peso, volume e destinazione e vi viene confermato per iscritto nel preventivo.
Travertino a pori aperti: spolveratelo con un pennello morbido, che entra dove il panno non arriva, e non usate mai acidi. La velatura bianca dei sali si toglie con acqua distillata e pennello. Asciugate subito eventuali colature di terriccio, che macchiano.
L'opera
La pianta che comprerete arriva già dentro un vaso, ed è un vaso di plastica nera con misure che il vivaismo usa da decenni: 14, 17, 19, 21 e 24 centimetri di diametro al bordo. Nessuno la toglie da lì, e chi ci prova nei primi mesi di solito la fa soffrire. Un portavaso serve esattamente a questo: nascondere quella plastica e reggere il peso, non a sostituirla. Per questo la misura che conta in un cachepot in travertino non è quella esterna, è la luce interna, e la nostra è 22 centimetri: ci entra comodo un vaso da 21, ci ballano dentro quelli da 19 e da 17, che si compensano con un piattino rovesciato sul fondo per alzarli fino al bordo.
Sul fondo non c'è nessun foro, ed è una scelta. Un foro di scolo trasformerebbe il portavaso in un vaso, e l'acqua che ne uscirebbe finirebbe sul mobile portandosi dietro il colore del terriccio. Ma senza foro l'acqua di troppo resta lì, e lì fa il danno vero: le radici che stanno sul fondo del vaso di plastica marciscono in silenzio per settimane, e quando la pianta lo dichiara è tardi. Il modo di lavorare è semplice e non ha alternative eleganti: si sfila il vaso di plastica, si annaffia sul lavandino, si aspetta venti minuti che sgoccioli e si rimette dentro. Se preferite non sfilare niente, mettete sul fondo 2 centimetri di argilla espansa: l'acqua in eccesso ci scende dentro e la pianta non ci sta seduta sopra.
C'è una cosa che il travertino fa e che va detta prima, perché riguarda i concimi. L'acqua di annaffiatura porta sali, i sali risalgono per la parete e sul beige lasciano una velatura biancastra, la stessa che vedete sui vasi di terracotta vecchi. Non è un difetto della pietra ed è reversibile: si toglie con acqua distillata e un pennello morbido, lavorando sui pori invece che sulla superficie liscia. Chi tiene la pianta dentro un sottovaso rialzato non la vedrà quasi mai; chi annaffia versando direttamente nel travertino la troverà dopo qualche mese.
Il travertino l'abbiamo scelto per il peso. A parità di volume pesa meno del marmo, 2,4 tonnellate al metro cubo contro 2,7, e questo portavaso finito sta sugli 11 chili: abbastanza per non ribaltarsi con una pianta alta, poco abbastanza da poterlo spostare quando lavate il pavimento. La finitura esterna è spazzolata con i pori lasciati aperti, che su un oggetto vegetale è la superficie giusta, e sotto ci sono quattro appoggi in feltro.
Su misura facciamo la luce interna che vi serve, di solito fra 15 e 30 centimetri, e possiamo cambiare l'altezza per far sparire del tutto il bordo di plastica, che è il dettaglio che rovina tutti i portavasi troppo bassi. Lo realizziamo anche in bianco di Carrara, in Emperador e in granito. Sotto un portico regge bene, ma al gelo no: leggete la scheda del Vaso da terra Tramontana se lo volete davvero all'aperto.
Ogni opera lascia l'atelier per raggiungere case, ville, alberghi e spazi pubblici in Italia e all'estero. Ci affidiamo a vettori abituati a trasportare opere d'arte e pietra, e studiamo il viaggio insieme a voi: destinazione, accessi, piani, ascensori, permessi. In ogni scheda del catalogo trovate una cifra di partenza per il trasporto; l'importo definitivo dipende da peso, volume e destinazione e viene confermato per iscritto nel preventivo, prima che diate la vostra conferma.
Non esiste un modulo da compilare da soli. Dal primo contatto vi segue il nostro architetto interno, che ascolta l'idea, la misura contro lo spazio reale e la traduce in bozzetti e modelli tridimensionali. È la stessa persona che poi segue la lavorazione, così tra il disegno che approvate e la materia che esce dall'atelier non si perde nulla.
Non vendiamo una collezione da prendere così com'è: le opere che vedete sono punti di partenza, e ogni scultura viene poi disegnata sulla vostra storia — la forma, le dimensioni, il marmo, il colore della resina, la finitura. Il blocco che scegliamo per voi ha venature che non si ripeteranno mai più. Alla consegna l'opera è accompagnata dalla sua scheda tecnica, con materiale, misure e cura consigliata.
Il marmo non teme il tempo, teme il viaggio. Per questo ogni pezzo viene protetto e chiuso in una cassa costruita sulle sue misure, con ancoraggi interni pensati per il suo baricentro. Dove l'opera lo richiede — per dimensioni, peso o tipo di fissaggio — possiamo occuparci anche del posizionamento in loco, su preventivo: valutiamo insieme il luogo e vi diciamo in anticipo che cosa serve.
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