Eternity Sculptby Michelessi

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Cofanetto Cardine in marmo Nero Marquina e ottone

Eternity Sculpt

Cofanetto Cardine in marmo Nero Marquina e ottone

1.400 EUR

Realizzato in 4-5 settimane

Due cerniere in ottone incassate nella pietra, un coperchio di 3,5 kg che resta aperto da solo e si ferma a cento gradi.

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MaterialeMarmo Nero Marquina e ottone
ColoreNero con venature bianche, ottone spazzolato
Dimensioni (cm)L 28 x P 19 x A 11
PersonalizzabileSì, su richiesta
RiferimentoES-CO-104
RealizzazioneA mano in Italia, 4-5 settimane
TiraturaPezzo unico: il Nero Marquina non restituisce due volte lo stesso disegno di vene, e le cerniere vengono regolate su quel cofanetto soltanto.
SpedizioneA partire da 50 EUR

Peso, imballo e trasporto

Circa 9,3 kg, di cui 3,5 il coperchio. Viaggia chiuso, con un cuneo morbido infilato fra coperchio e corpo perché le cerniere non lavorino durante il trasporto, dentro una cassetta di legno su misura con sagome interne. I 50 EUR sono una cifra di partenza: l'importo definitivo dipende da peso, volume e destinazione e vi viene confermato per iscritto nel preventivo.

Come si conserva

Il Marquina è un calcare tenero lucidato a specchio: teme gli acidi e i graffi, quindi panno morbido appena inumidito e mai anticalcare o paste abrasive. L'ottone lasciato al naturale si scurisce con il tempo; se lo volete più chiaro passatelo di tanto in tanto con un panno asciutto, senza prodotti lucidanti, che macchierebbero la pietra intorno.

L'opera

Cofanetto Cardine in marmo Nero Marquina e ottone

Un coperchio di marmo da 3,5 kg pone un problema pratico prima ancora che estetico: dove lo appoggiate mentre la scatola è aperta. Su una scrivania già piena non c'è posto, e messo giù di taglio, anche una volta sola, lo spigolo lucidato del Nero Marquina si sbrecca. Da lì nasce Cardine, un cofanetto in marmo in cui il coperchio non si toglie mai, perché resta legato al corpo da due cerniere in ottone annegate nella pietra.

Le cerniere non si avvitano. Nel marmo un filetto non tiene, e un tassello dentro una parete di due centimetri la spacca alla prima chiusura decisa. Le sedi vengono ricavate a controllo numerico nello spessore del bordo posteriore, profonde quattro millimetri e lunghe quanto l'ala della cerniera, con il fondo piano e gli spigoli netti. L'ottone entra a filo e viene fissato con un adesivo epossidico bicomponente. Poi il cofanetto resta ventiquattro ore dentro una dima, chiuso, con le due parti già nella posizione esatta: l'incollaggio prende ad allineamento fatto, e l'allineamento si fissa da sé invece di essere rincorso dopo.

Il coperchio si apre fino a cento gradi e lì si ferma, contro un riscontro ricavato nella pietra: quei dieci gradi oltre la verticale sono un conto, non un vezzo. A novanta gradi esatti un coperchio non sta fermo, è in equilibrio, e basta un urto al tavolo perché torni giù sulle dita di chi cerca qualcosa dentro. Passata la verticale il baricentro del coperchio va dietro l'asse delle cerniere, il peso lavora nel verso dell'apertura e il coperchio si appoggia da solo al riscontro: resta aperto senza mani e senza aste laterali. Il riscontro serve a fermarlo lì, perché senza continuerebbe ad aprirsi fino a sbattere contro la parete, e 3,5 kg tirerebbero le cerniere a strappo, cioè nel verso in cui un ottone incollato nella pietra è più debole. Ribaltarsi non si ribalta: 9,3 kg su una base di 28 per 19 centimetri tengono il baricentro dentro l'appoggio a qualunque apertura.

Il Nero Marquina è lucidato a specchio su tutte le facce esterne, e l'ottone è spazzolato, non lucido: contro un nero profondo un ottone a specchio diventa un lampo e si mangia la scatola. Non lo verniciamo. Nel giro di un paio d'anni scurisce e prende una patina bruna, disomogenea proprio dove le dita passano più spesso; se preferite che resti chiaro possiamo stendere una vernice protettiva trasparente, ma quella vernice, dopo molti anni, si consuma a chiazze ed è più difficile da rimettere a posto della patina che avrebbe coperto.

Ventotto centimetri per diciannove, alto undici, circa 9,3 kg. È la misura di un cofanetto per due o tre orologi, per le penne, per i documenti che si tengono a portata di mano ma non in vista. Le proporzioni si spostano in fase di disegno, l'interno si fodera su richiesta, sul coperchio o sotto la base incidiamo poche lettere. Sotto i venti centimetri di lato, invece, la cerniera smette di avere senso: il coperchio pesa poco, si toglie e si posa senza fastidio, e la scatola giusta diventa un'altra fra quelle di questo catalogo.

Viaggiamo in tutto il mondo

Ogni opera lascia l'atelier per raggiungere case, ville, alberghi e spazi pubblici in Italia e all'estero. Ci affidiamo a vettori abituati a trasportare opere d'arte e pietra, e studiamo il viaggio insieme a voi: destinazione, accessi, piani, ascensori, permessi. In ogni scheda del catalogo trovate una cifra di partenza per il trasporto; l'importo definitivo dipende da peso, volume e destinazione e viene confermato per iscritto nel preventivo, prima che diate la vostra conferma.

Un esperto al vostro fianco, dalla prima idea

Non esiste un modulo da compilare da soli. Dal primo contatto vi segue il nostro architetto interno, che ascolta l'idea, la misura contro lo spazio reale e la traduce in bozzetti e modelli tridimensionali. È la stessa persona che poi segue la lavorazione, così tra il disegno che approvate e la materia che esce dall'atelier non si perde nulla.

Un'opera che esiste solo per voi

Non vendiamo una collezione da prendere così com'è: le opere che vedete sono punti di partenza, e ogni scultura viene poi disegnata sulla vostra storia — la forma, le dimensioni, il marmo, il colore della resina, la finitura. Il blocco che scegliamo per voi ha venature che non si ripeteranno mai più. Alla consegna l'opera è accompagnata dalla sua scheda tecnica, con materiale, misure e cura consigliata.

Imballo su misura e installazione dove l'opera lo richiede

Il marmo non teme il tempo, teme il viaggio. Per questo ogni pezzo viene protetto e chiuso in una cassa costruita sulle sue misure, con ancoraggi interni pensati per il suo baricentro. Dove l'opera lo richiede — per dimensioni, peso o tipo di fissaggio — possiamo occuparci anche del posizionamento in loco, su preventivo: valutiamo insieme il luogo e vi diciamo in anticipo che cosa serve.

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