Eternity Sculptby Michelessi

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Portaoggetti Alveo in marmo Calacatta

Eternity Sculpt

Portaoggetti Alveo in marmo Calacatta

620 EUR

Realizzato in 3-4 settimane

Tre vani e due divisori rimasti in piedi dallo scavo: per fare il vuoto si porta via quasi tanto Calacatta quanto ne resta.

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MaterialeMarmo Calacatta
ColoreBianco caldo con vene grigio e oro vecchio
Dimensioni (cm)L 28 x P 18 x A 8
PersonalizzabileSì, su richiesta
RiferimentoES-CO-105
RealizzazioneA mano in Italia, 3-4 settimane
TiraturaPezzo unico: i divisori sono ricavati dal pieno, quindi la vena che li attraversa esiste in un esemplare solo.
SpedizioneA partire da 30 EUR

Peso, imballo e trasporto

Circa 6,9 kg. I vani vengono riempiti di materiale morbido prima di chiudere, perché a fronte di pareti da diciotto millimetri i divisori ne misurano dodici e sono loro a lavorare durante il viaggio; coperchio a parte nella propria sagoma, il tutto in cassetta di legno leggera. I 30 EUR sono una cifra di partenza: l'importo definitivo dipende da peso, volume e destinazione e vi viene confermato per iscritto nel preventivo.

Come si conserva

Il Calacatta è tenero e poroso e teme gli acidi: panno morbido appena umido con sapone neutro, mai aceto, limone, alcol o anticalcare. Attenzione ai pennarelli e alle penne lasciate scariche dentro un vano: l'inchiostro rimasto a contatto per giorni entra nella pietra e lascia un'ombra che non si toglie.

L'opera

Portaoggetti Alveo in marmo Calacatta

Per ricavare l'interno di questa scatola si porta via quasi tanto marmo quanto ne resta. Il corpo finito pesa 4,3 kg; la pietra tolta da dentro, se si potesse rimetterla insieme, ne peserebbe 3,8. Non diventa niente: esce dalla macchina come fango bianco, si deposita nella vasca di decantazione e finisce nei sacchi. È il conto che nessuno fa guardando il prezzo di un portaoggetti in marmo Calacatta scavato nel pieno, e vale la pena di dirlo prima invece che dopo.

Lo scavo è lento per forza. Una fresa a candela scende per passate di tre millimetri, con l'acqua che corre di continuo sull'utensile, e ripassa il fondo decine di volte prima di arrivare a quota. Accelerare significa scaldare il punto di contatto, e un marmo scaldato in un punto solo si microfessura: il segno non si vede il giorno stesso, si vede qualche settimana dopo, come una riga chiara che attraversa il fondo del vano e non c'era. Fra la sgrossatura e la finitura il pezzo passa una notte fermo sul banco, perché una lastra svuotata si assesta e conviene lasciarle il tempo di farlo.

I due divisori che tagliano l'interno in tre vani non sono incollati: sono rimasti in piedi. La macchina svuota intorno a loro e li lascia dov'erano, spessi dodici millimetri, con la stessa venatura del fondo che continua a salire lungo il fianco. Un divisore incollato si riconosce sempre, perché la vena si interrompe alla base, e prima o poi si stacca. Uno ricavato dal pieno non si stacca mai, per la ragione semplice che non è mai stato attaccato.

I tre vani misurano sette, nove e sei centimetri di larghezza per quattordici di profondità: il primo per le penne, il secondo per i biglietti e i cavi corti, il terzo per le monete e le chiavette. Il coperchio si toglie tutto intero e, capovolto, fa da vassoio per quello che state usando in quel momento. Ventotto centimetri per diciotto, alto otto, circa 6,9 kg in tutto: su una scrivania occupa lo spazio di un libro grande e non si sposta mai da solo, che è esattamente quello che si chiede a un portaoggetti.

Il numero dei vani lo decidete voi e non cambia il prezzo: il tempo se ne va nello scavo, che resta lo stesso, non nei divisori, che sono ciò che avanza. Si può fare a vano unico, a quattro, con un divisore spostato di lato per lasciare una corsia lunga da un capo all'altro. Il Calacatta ha fondo bianco caldo e vene che passano dal grigio all'oro vecchio: la lastra la scegliamo con il disegno che corre nel senso della lunghezza, perché è il senso in cui la scatola viene guardata ogni giorno da chi sta seduto davanti. Sotto la base incidiamo un nome o una data.

Viaggiamo in tutto il mondo

Ogni opera lascia l'atelier per raggiungere case, ville, alberghi e spazi pubblici in Italia e all'estero. Ci affidiamo a vettori abituati a trasportare opere d'arte e pietra, e studiamo il viaggio insieme a voi: destinazione, accessi, piani, ascensori, permessi. In ogni scheda del catalogo trovate una cifra di partenza per il trasporto; l'importo definitivo dipende da peso, volume e destinazione e viene confermato per iscritto nel preventivo, prima che diate la vostra conferma.

Un esperto al vostro fianco, dalla prima idea

Non esiste un modulo da compilare da soli. Dal primo contatto vi segue il nostro architetto interno, che ascolta l'idea, la misura contro lo spazio reale e la traduce in bozzetti e modelli tridimensionali. È la stessa persona che poi segue la lavorazione, così tra il disegno che approvate e la materia che esce dall'atelier non si perde nulla.

Un'opera che esiste solo per voi

Non vendiamo una collezione da prendere così com'è: le opere che vedete sono punti di partenza, e ogni scultura viene poi disegnata sulla vostra storia — la forma, le dimensioni, il marmo, il colore della resina, la finitura. Il blocco che scegliamo per voi ha venature che non si ripeteranno mai più. Alla consegna l'opera è accompagnata dalla sua scheda tecnica, con materiale, misure e cura consigliata.

Imballo su misura e installazione dove l'opera lo richiede

Il marmo non teme il tempo, teme il viaggio. Per questo ogni pezzo viene protetto e chiuso in una cassa costruita sulle sue misure, con ancoraggi interni pensati per il suo baricentro. Dove l'opera lo richiede — per dimensioni, peso o tipo di fissaggio — possiamo occuparci anche del posizionamento in loco, su preventivo: valutiamo insieme il luogo e vi diciamo in anticipo che cosa serve.

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