Eternity Sculptby Michelessi

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Fermacarte Goccia di Sale in marmo bianco di Carrara Fermacarte Goccia di Sale in marmo bianco di Carrara, dettaglio

Eternity Sculpt

Fermacarte Goccia di Sale in marmo bianco di Carrara

150 EUR

Realizzato in 1-2 settimane

Una goccia di Carrara che sta nel palmo e pesa quanto basta a fermare un mattino di vento.

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MaterialeMarmo bianco di Carrara
ColoreBianco con vena grigia
Dimensioni (cm)L 9 x P 7 x A 6
PersonalizzabileSì, su richiesta
RiferimentoES-OD-108
RealizzazioneA mano in Italia, 1-2 settimane
TiraturaPezzo unico: ogni fermacarte nasce da uno sfrido diverso e la vena che porta non si ripete.
SpedizioneA partire da 15 EUR

Peso, imballo e trasporto

Circa 0,6 kg, in un astuccio con alloggiamento sagomato che regge i passaggi di mano del corriere. I 15 EUR sono una cifra di partenza: l'importo definitivo dipende da peso, volume e destinazione e vi viene confermato per iscritto nel preventivo.

Come si conserva

Il marmo bianco teme gli acidi molto più dei graffi: un goccio di limone, di aceto o di vino lasciato lì opacizza la lucidatura, quindi asciugatelo subito con un panno morbido e, per lo sporco, usate un sapone neutro molto diluito.

L'opera

Fermacarte Goccia di Sale in marmo bianco di Carrara

Un oggetto piccolo si giudica da venti centimetri, e da venti centimetri non si perdona niente. Davanti a una scultura alta un metro l'occhio corre e riassume; un fermacarte che sta nel palmo viene guardato come si guarda un anello, con la mano che lo gira lentamente sotto la lampada. È il motivo per cui la Goccia di Sale, che di volume ne ha pochissimo, porta via quasi tutto il suo tempo in rifinitura.

La fresa dà la forma in poche ore, ed è la parte meno interessante del lavoro. La goccia è asimmetrica di proposito: un fianco sale più ripido, l'altro si distende, perché una goccia perfettamente simmetrica smette subito di somigliare a qualcosa nato dall'acqua. Il passaggio fra la calotta e il fondo piano è un raggio unico e continuo, e quel raggio si insegue a mano con abrasivi sempre più fini, bagnando, asciugando e guardandolo in controluce, finché non si riesce più a dire dove cominci. Il pezzo esce da un ritaglio di lastra, e la vena che porta dipende soltanto da dove quel ritaglio stava dentro il blocco.

La calotta è lucidata a specchio, il fondo resta satinato: due modi opposti di trattare la stessa pietra a un centimetro di distanza. Il bianco di Carrara, da vicino, non è mai bianco davvero: è un grigio chiarissimo attraversato da una vena che può essere netta come un graffio oppure larga e nebbiosa. Sulla parte lucida quella vena affiora e sembra scendere sotto la superficie, come se il marmo avesse una profondità che non ha; sul satinato la stessa vena si spegne e resta un'ombra. Di giorno il pezzo raccoglie la finestra; la sera, sotto una lampada da tavolo, restituisce un solo riflesso lungo, che si sposta se lo girate di poco.

Pesa meno di un chilo e sta nel palmo, ed è tutto lì il suo mestiere: tenere fermi i fogli quando la finestra è aperta, trattenere una pianta di progetto che vuole riarrotolarsi, dare alla mano qualcosa di freddo e pesante da stringere durante una telefonata lunga. Vive su una scrivania di legno, su un tavolo da disegno, sopra la posta appena entrata. Il marmo bianco teme gli acidi più dei graffi, quindi tenetelo lontano dal bicchiere di vino; per il resto invecchia bene, perché non ha parti che si possano allentare o consumare.

Su richiesta cambiamo la forma, dalla goccia al sasso di fiume, più basso e più largo, e la misura di un paio di centimetri in su o in giù. Sul fondo satinato incidiamo una data, un nome, un monogramma, oppure il segno di uno studio in un rilievo così leggero che si sente col dito prima di vederlo. Se ve ne serve un piccolo gruppo per un ufficio, li ricaviamo tutti nello stesso periodo di lavorazione: si somigliano nella forma, e non ce n'è uno che porti la vena di un altro.

Viaggiamo in tutto il mondo

Ogni opera lascia l'atelier per raggiungere case, ville, alberghi e spazi pubblici in Italia e all'estero. Ci affidiamo a vettori abituati a trasportare opere d'arte e pietra, e studiamo il viaggio insieme a voi: destinazione, accessi, piani, ascensori, permessi. In ogni scheda del catalogo trovate una cifra di partenza per il trasporto; l'importo definitivo dipende da peso, volume e destinazione e viene confermato per iscritto nel preventivo, prima che diate la vostra conferma.

Un esperto al vostro fianco, dalla prima idea

Non esiste un modulo da compilare da soli. Dal primo contatto vi segue il nostro architetto interno, che ascolta l'idea, la misura contro lo spazio reale e la traduce in bozzetti e modelli tridimensionali. È la stessa persona che poi segue la lavorazione, così tra il disegno che approvate e la materia che esce dall'atelier non si perde nulla.

Un'opera che esiste solo per voi

Non vendiamo una collezione da prendere così com'è: le opere che vedete sono punti di partenza, e ogni scultura viene poi disegnata sulla vostra storia — la forma, le dimensioni, il marmo, il colore della resina, la finitura. Il blocco che scegliamo per voi ha venature che non si ripeteranno mai più. Alla consegna l'opera è accompagnata dalla sua scheda tecnica, con materiale, misure e cura consigliata.

Imballo su misura e installazione dove l'opera lo richiede

Il marmo non teme il tempo, teme il viaggio. Per questo ogni pezzo viene protetto e chiuso in una cassa costruita sulle sue misure, con ancoraggi interni pensati per il suo baricentro. Dove l'opera lo richiede — per dimensioni, peso o tipo di fissaggio — possiamo occuparci anche del posizionamento in loco, su preventivo: valutiamo insieme il luogo e vi diciamo in anticipo che cosa serve.

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