Eternity Sculptby Michelessi

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Portacandele Vestale in travertino Portacandele Vestale in travertino, dettaglio

Eternity Sculpt

Portacandele Vestale in travertino

260 EUR

Realizzato in 2-3 settimane

Una colonna di travertino che si apre in cima: accesa, i pori diventano una costellazione e la pietra sembra scaldarsi dall'interno.

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MaterialeTravertino
ColoreBeige travertino
Dimensioni (cm)L 10 x P 10 x A 22
PersonalizzabileSì, su richiesta
RiferimentoES-OD-107
RealizzazioneA mano in Italia, 2-3 settimane
TiraturaPezzo unico nella trama: ogni esemplare esce da un blocco diverso e i pori del travertino non si ripetono mai uguali.
SpedizioneA partire da 20 EUR

Peso, imballo e trasporto

Circa 4,5 kg: viaggia in una scatola con guscio di schiuma sagomato, con l'inserto metallico smontato e imballato a parte. I 20 EUR sono una cifra di partenza: l'importo definitivo dipende da peso, volume e destinazione, e ve lo confermiamo per iscritto nel preventivo.

Come si conserva

Il travertino è poroso e assorbe in profondità: pulitelo con un panno appena umido e sapone neutro, mai con anticalcare o prodotti acidi, togliete la cera a freddo sollevandola con una spatola di legno e tamponate subito le macchie di olio.

L'opera

Portacandele Vestale in travertino

La cera è la cosa che decide se un portacandele invecchia bene. Cola, entra nelle porosità, indurisce, e nella pietra nuda diventa una macchia che resta. Per questo la sede scavata in cima alloggia un inserto metallico che la raccoglie tutta e che potete sfilare, svuotare e rimettere in un minuto. Quella che invece scende all'esterno, lungo un fianco, non è un guasto da rimediare in fretta: seguitene il percorso dopo qualche mese e avrete il calendario delle sere in cui l'avete accesa. Quando decidete che è ora, si toglie a freddo, sollevandola con una spatola di legno.

Il pezzo nasce da un blocco solo. La fresa lo rastrema di pochi millimetri dal basso verso l'alto, una differenza che con il metro quasi non si misura ma che l'occhio percepisce e che toglie alla colonna ogni pesantezza; poi scava la sede sul diametro esatto che ci indicate. Il resto è lavoro di mano: gli spigoli smussati con la lima finché non tagliano più la luce, la base rettificata su un piano di riscontro perché appoggi ferma anche su un tavolo che non è in bolla, i pori lasciati aperti oppure chiusi a stucco, secondo come volete che la pietra si faccia toccare.

La finitura è spazzolata, mai a specchio. Una superficie lucida rimanderebbe la fiamma come farebbe una lampadina; questa la trattiene. Di giorno la colonna resta chiara e ferma, un piccolo elemento di architettura appoggiato al piano, e non chiede attenzione a nessuno. La sera cambia registro: la fiamma lavora dall'alto e ogni poro si riempie di un'ombra minuscola che si muove con la corrente d'aria, una costellazione rovesciata, fatta di punti scuri invece che luminosi. Il travertino resta fresco al tatto quasi ovunque, tranne nei due centimetri intorno alla sede.

Ventidue centimetri sono la misura giusta per una tavola apparecchiata: abbastanza alta da contare, abbastanza bassa da non mettersi fra due persone che si parlano. In fila di tre, ad altezze diverse, tiene il centro di un tavolo lungo senza occuparlo; da sola su una mensola d'ingresso è la prima cosa che vedete rientrando la sera. I quattro chili e mezzo la rendono difficile da rovesciare con una manica distratta. Restano valide le cautele di sempre con una fiamma libera: lontano da tende e da carta, spazio libero sopra perché il calore sale, e niente candele accese in una stanza vuota.

Potete chiederla più alta o più bassa, in gruppi di due o di tre con un passo regolare, con la sede allargata per un cero oppure stretta per una candela sottile. Sotto la base, dove legge soltanto chi la solleva, incidiamo una data, un nome, due iniziali. E potete scegliere la pietra fra il travertino chiaro, quasi avorio, e quello dorato e più venato, che alla luce della fiamma diventa nettamente più caldo. I campioni ve li mandiamo prima di tagliare, così la scelta la fate con la pietra in mano e non su uno schermo.

Viaggiamo in tutto il mondo

Ogni opera lascia l'atelier per raggiungere case, ville, alberghi e spazi pubblici in Italia e all'estero. Ci affidiamo a vettori abituati a trasportare opere d'arte e pietra, e studiamo il viaggio insieme a voi: destinazione, accessi, piani, ascensori, permessi. In ogni scheda del catalogo trovate una cifra di partenza per il trasporto; l'importo definitivo dipende da peso, volume e destinazione e viene confermato per iscritto nel preventivo, prima che diate la vostra conferma.

Un esperto al vostro fianco, dalla prima idea

Non esiste un modulo da compilare da soli. Dal primo contatto vi segue il nostro architetto interno, che ascolta l'idea, la misura contro lo spazio reale e la traduce in bozzetti e modelli tridimensionali. È la stessa persona che poi segue la lavorazione, così tra il disegno che approvate e la materia che esce dall'atelier non si perde nulla.

Un'opera che esiste solo per voi

Non vendiamo una collezione da prendere così com'è: le opere che vedete sono punti di partenza, e ogni scultura viene poi disegnata sulla vostra storia — la forma, le dimensioni, il marmo, il colore della resina, la finitura. Il blocco che scegliamo per voi ha venature che non si ripeteranno mai più. Alla consegna l'opera è accompagnata dalla sua scheda tecnica, con materiale, misure e cura consigliata.

Imballo su misura e installazione dove l'opera lo richiede

Il marmo non teme il tempo, teme il viaggio. Per questo ogni pezzo viene protetto e chiuso in una cassa costruita sulle sue misure, con ancoraggi interni pensati per il suo baricentro. Dove l'opera lo richiede — per dimensioni, peso o tipo di fissaggio — possiamo occuparci anche del posizionamento in loco, su preventivo: valutiamo insieme il luogo e vi diciamo in anticipo che cosa serve.

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