Eternity Sculptby Michelessi

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Lavello Conca in marmo bianco statuario

Eternity Sculpt

Lavello Conca in marmo bianco statuario

Su richiesta

Realizzato in 6-8 settimane

Una vasca scavata dentro un blocco unico: nessun angolo incollato, nessuna riga che si sporca. Da 109 kg di statuario ne restano 54, il resto se ne va in scaglie e polvere.

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MaterialeMarmo bianco statuario
ColoreBianco con vena grigia sottile
Dimensioni (cm)L 60 x P 42 x A 16 (vasca interna 50 x 34 x 12)
PersonalizzabileSì, su richiesta
RiferimentoES-CU-106
RealizzazioneA mano in Italia, 6-8 settimane
TiraturaPezzo unico: ogni lavello si scava da un blocco scelto per quel formato, e la vena che compare sulla parete interna dipende da dove il blocco è stato aperto. Non si ordina un disegno, si accetta quello che c'è dentro.
SpedizioneA partire da 210 EUR

Peso, imballo e trasporto

Circa 54 kg finito, contro i 109 kg del blocco di partenza. Viaggia in una cassa di legno su misura con la vasca rivolta in alto e riempita di materiale morbido, e con 2 traversi che scaricano il peso sui bordi lunghi e non sul fondo, che intorno allo scarico è la parte più sottile del pezzo. I 210 EUR sono una cifra di partenza: l'importo definitivo dipende da peso, volume e destinazione e vi viene confermato per iscritto nel preventivo. L'incasso nel piano e l'allacciamento idraulico non sono compresi.

Come si conserva

Sciacquate e asciugate con un panno morbido dopo l'uso, tutti i giorni: sullo statuario è l'acqua ferma a lasciare i cerchi di calcare, e sono gli acidi a spegnere la finitura. Niente anticalcare, niente candeggina, niente spugne abrasive. Il trattamento antimacchia su un lavello si consuma prima che altrove e va rinnovato ogni 8-12 mesi; un'incisione opaca o un alone scuro si recuperano in laboratorio, e ce ne occupiamo anche a distanza di anni.

L'opera

Lavello Conca in marmo bianco statuario

Ci sono 2 modi di fare un lavello in marmo su misura, e da fuori si somigliano per il primo anno. Il primo è costruirlo: 5 lastre da 2 cm tagliate a 45 gradi, incollate a scatola, stuccate negli angoli. Costa molto meno, si fa in 3 giorni, ed è così che è fatta gran parte dei lavelli in pietra. Il secondo è scavarlo: si parte da un blocco pieno e si toglie tutto quello che non serve. Questo è il secondo, e la differenza si vede dove l'acqua sta ferma: negli angoli in basso.

In una vasca incollata gli spigoli interni sono 4 righe di resina, e la resina non è marmo: assorbe in modo diverso, si scurisce e sotto il ciclo di bagnato e asciutto finisce per staccarsi di un capello: da lì entra l'acqua. Una vasca ricavata dal pieno non ha giunti da nessuna parte: c'è solo pietra, con gli angoli interni raccordati a raggio 25 mm perché la fresa gira e perché ci deve passare una spugna. Il conto è severo: il blocco di partenza pesa circa 109 kg, il lavello finito ne pesa 54, e 55 kg di statuario diventano scaglie e polvere.

Il fondo non è piano, e guardandolo non si capisce. Ha una pendenza di circa 12 mm verso lo scarico, su una superficie leggermente concava: se il fondo fosse orizzontale, dopo ogni lavaggio resterebbe una pellicola d'acqua che asciuga in cerchi di calcare. Il foro dello scarico è da 90 mm, svasato con un invito lucidato, così la piletta appoggia dentro la pietra invece che sopra: il bordo metallico non sporge e non si forma il gradino dove si ferma il fondo del caffè. Sotto, la sede della piletta è fresata piana al decimo, perché su una superficie storta la guarnizione perde.

Il troppopieno non lo facciamo con l'asola in vista dei lavelli di acciaio: è un canale ricavato nello spessore della parete posteriore, che scende alla sede della piletta ed esce da una feritoia sotto il bordo. Si pulisce con uno scovolino, e va pulito. Il marmo bianco statuario lo scegliamo per il fondo chiaro e per la vena rada, non per una durezza diversa: è carbonato di calcio come ogni altro marmo apuano, tenero allo stesso modo e sensibile agli acidi allo stesso modo. In un lavello vuol dire che su un fondo così chiaro ogni segno si legge subito. Il rubinetto lo consigliamo a muro oppure sul piano, mai forato nel bordo del lavello.

Una cosa la diciamo prima di prendere l'ordine, perché è la sola che conti davvero: un lavello in marmo vive bene se qualcuno lo asciuga. Il vino, il limone spremuto sopra il lavandino e l'aceto di una marinata lasciano il segno, e nessun trattamento lo evita del tutto. Chi non ha voglia di passare un panno la sera scelga il granito, che è silicatico e non reagisce agli acidi: glielo diciamo noi. Le misure sono quelle del pezzo mostrato; profondità, raggi e posizione dello scarico si decidono insieme. Il prezzo dipende dal blocco e dal volume da scavare: per questo qui leggete prezzo su richiesta.

Viaggiamo in tutto il mondo

Ogni opera lascia l'atelier per raggiungere case, ville, alberghi e spazi pubblici in Italia e all'estero. Ci affidiamo a vettori abituati a trasportare opere d'arte e pietra, e studiamo il viaggio insieme a voi: destinazione, accessi, piani, ascensori, permessi. In ogni scheda del catalogo trovate una cifra di partenza per il trasporto; l'importo definitivo dipende da peso, volume e destinazione e viene confermato per iscritto nel preventivo, prima che diate la vostra conferma.

Un esperto al vostro fianco, dalla prima idea

Non esiste un modulo da compilare da soli. Dal primo contatto vi segue il nostro architetto interno, che ascolta l'idea, la misura contro lo spazio reale e la traduce in bozzetti e modelli tridimensionali. È la stessa persona che poi segue la lavorazione, così tra il disegno che approvate e la materia che esce dall'atelier non si perde nulla.

Un'opera che esiste solo per voi

Non vendiamo una collezione da prendere così com'è: le opere che vedete sono punti di partenza, e ogni scultura viene poi disegnata sulla vostra storia — la forma, le dimensioni, il marmo, il colore della resina, la finitura. Il blocco che scegliamo per voi ha venature che non si ripeteranno mai più. Alla consegna l'opera è accompagnata dalla sua scheda tecnica, con materiale, misure e cura consigliata.

Imballo su misura e installazione dove l'opera lo richiede

Il marmo non teme il tempo, teme il viaggio. Per questo ogni pezzo viene protetto e chiuso in una cassa costruita sulle sue misure, con ancoraggi interni pensati per il suo baricentro. Dove l'opera lo richiede — per dimensioni, peso o tipo di fissaggio — possiamo occuparci anche del posizionamento in loco, su preventivo: valutiamo insieme il luogo e vi diciamo in anticipo che cosa serve.

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